Ray Ban 3030

Lo spasimante funesto ha le sferzate di Michele Riondino, mentre il padre padrone, insieme all’inquietante Anziano hanno i volti spregiudicati di Marco Leonardi e Pippo Delbono. La famiglia non resiste, e spezzandosi sputa via la sua parte peccatrice. Danieli esplora con garbo energico una zona grigia della nostra società attraverso una famiglia infranta dalle scelte del cuore.

The Sun (2014)These seagulls can hardly be called sea birds any longer. Times, Sunday Times (2015)So call your friends and let the fun begin. Times, Sunday Times (2008)The inconsistencies in both sides make it a particularly hard game to call. Per la regia di quest’ultimo recita spesso in ruoli minori ma sempre ben caratterizzati da essere strepitosi (è anche se stesso in Aprile).La sua carriera decolla con La scuolaDopo La settimana della sfinge (1990) e Arriva la bufera (1992) di Luchetti, ritorna in La scuola (1995) diretto dallo stesso regista, dove interpreta uno dei ruoli più conosciuti, un disilluso professore di liceo della periferia romana che ama i suoi studenti più delle beghe burocratiche, prototipo di tanti piccoli uomini tutt’altro che affascinanti e perfetti, ma positivi nel loro rapporto con il mondo. Straordinario in Ferie d’agosto (1996) di Paolo Virzì, dove è il marito di una nervosa Laura Morante, genitori di una famiglia di sinistra che si ritrova a condividere le vacanze con dei vicini più volgari e sbruffoni, di un’altra classe sociale.Da un ruolo all’altroOrlando è un ottimo interprete di vizi e virtù dell’uomo medio e affronta bene un altro strampalato insegnante in Auguri professore (1997) di Riccardo Milani, per poi arrivare ad incarnare anche il caso estremo di un dentista alle prese con una storia d’amore impossibile nel bellissimo Un’altra vita (1992) di Carlo Mazzacurati, autore con il quale lavorerà anche in Vesna va veloce (1996) con Antonio Albanese e Tereza Zajickova.Dopo la fortunata quanto surreale esperienza de I magi randagi, film diretto da Sergio Citti, con l’ipocondriaco egoista di Fuori dal mondo (1999) di Giuseppe Piccioni, cerca di evadere dai soliti ruoli di “simpatico”, in direzione di personaggi più ambigui, spesso più interessanti (il padre di Preferisco il rumore del mare di Mimmo Calopresti è l’esempio migliore della versatilità recitativa di Orlando). Sa essere anche esplicitamente sgradevole in Luce dei miei occhi, seconda collaborazione con Piccioni al fianco di Luigi Lo Cascio e Sandra Ceccarelli.Il sodalizio con Nanni MorettiCon il nuovo millennio si apre per l’attore un periodo fortunato che colleziona successi uno dietro l’altro: è un paziente dello psicanalista Nanni Moretti (con il quale aveva già lavorato in passato in Palombella rossa e Aprile) nel lacerante La stanza del figlio, film vincitore della Palma d’oro a Cannes 2001, è nell’ottimo El Alamein (2002) di Enzo Monteleone che racconta la tragica vicenda della disfatta dell’esercito italiano durante la seconda guerra mondiale, è nel lussuoso, alto nelle scenografie ma anche nei contenuti, Il Consiglio d’Egitto (2002) di Emidio Greco e si inserisce nel mondo operaio ne Il posto dell’anima (2003) di Riccardo Milani.Ma la vera rivelazione è ne Il caimano (2006) diretto dall’amico Moretti, con il quale ha costruito negli anni un sodalizio artistico importante che ha dato il giusto tono, in questo caso, alla figura di un produttore in crisi che, dopo alcuni successi trash che portano il titolo di Cata ratte o Stivaloni sporconi, si ritrova ad affrontare la realizzazione di un film provocatorio e importante, incentrato sulla politica dell’Innominabile Berlusconi.

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