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Frequenta una serie di corsi e seminari teatrali e nel 1993, grazie a una borsa di studio, entra nel Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma.Esordi Esordisce nel 1994 nella pellicola Poliziotti di Giulio Base con Michele Placido, Kim Rossi Stuart e Roberto Citran nel ruolo della ex fidanzata di Claudio Amendola. L’anno seguente Pupi Avati la sceglie per apparire nella pellicola Voci notturne, accanto ad altri nuovi volti del cinema italiano (Stefano Accorsi e Lorenzo Flaherty), poi torna ai film con tematiche mafiose in Palermo Milano solo andata (1995) di Claudio Fragasso.Abbandonato il Centro Sperimentale, sceglie di lavorare con Carl Haber ne L’amico di Wang (1997) e con Gabriele Salvatores nel fantascientifico Nirvana (1997), dove emerge fra attori di primo livello come Christopher Lambert, Diego Abatantuono e Emmanuelle Seigner, nel ruolo della ragazza con i capelli blu Naima. Il film fa discutere, il suo volto comincia a essere associato al suo nome e lei si impone finalmente come una delle nuove leve del cinema italiano.

Grazie anche alla bravura degli attori protagonisti, il film riscuote un successo inaudito e, tra le accuse di machismo imperante e di banalizzazione di temi alti (il binomio vita/morte, la doppia identità di derivazione dostoevskiana), diventa un film di culto. Rimane fedele ad una rappresentazione claustrofobica della realtà nel successivo Panic Room (2002), dove madre (Jodie Foster) e figlioletta si ritrovano rinchiuse in un bunker di una casa lussuosa di New York, vittime di un gioco perverso tra prigionieri e carnefici.Il caso curioso di un uomo nato vecchioContinua poi a sperimentare nuove rappresentazioni degli intrighi psicologici con il genere thriller di Zodiac (2007), tratto da una storia vera, racconto di un serial killer che, alla fine degli anni Sessanta, mise in crisi l’intera città di San Francisco. Mentre continua a girare videoclip, trova i finanziamenti necessari per il suo progetto più grande: trasporre sul grande schermo Il curioso caso di Benjamin Button (2008), racconto omonimo di Fitzgerald.

Riguardo a questo arricchimento, la narrazione del film procede in modo splendidamente scorrevole, e la sua fluidit agevolata dalla mancanza di cadute di tono o di stile e dalla voglia di divertire lo spettatore, inducendolo per al contempo anche a meditazioni pi profonde e decisive di quello che le battute spassose e le volgarit abilmente evitate lasciano supporre. Almeno quattro pezzi di bravura imperdibili: il colloquio di assunzione alla presenza della ragazza rossa che Driss (un O. Sy formidabile, con la voce italiana di Simone Mori) dimostra fin dal principio di gradire, quantomeno fisicamente; la passeggiata notturna per le strade di Parigi, memore di Forrest Gump e del suo eccentrico tenente Dan; il confronto fra i loro interessi musicali (il rap di Driss contro la musica lirica di Philippe, due poli che si attraggono inesorabilmente ma in modo felice); il volo in deltaplano sulle colline erbose delle Alpi.

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